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Anticlericalismo

 

 
 

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Dichiarazione di Giulia Simi sul Premio Liberal a Camillo Ruini

 E’ un può singolare che una fondazione che si chiama  Fondazione Liberal abbia deciso di premiare il cardinale Camillo Ruini, proprio in questi tempi in cui il presidente della Conferenza Episcopale Italiana è diventato un vero e proprio attore politico che detta le condizioni su tutto, dai Pacs al referendum sulla fecondazione assistita. Viene spontaneo domandarsi che cosa s’intenda, oggi, con la parola liberale.

E’ chiaro che il cardinale Ruini ha diritto di esprimere la propria opinione, come è altrettanto chiaro che i cattolici sono liberi di seguire o meno le sue indicazioni, ma altra cosa è chiedere che le indicazioni di Ruini si trasformino in leggi dello Stato.  E’ sempre il solito problema dello Stato laico.

Un altro problema grave è lo spazio che viene concesso in televisione al cardinale.  Ruini ha la piena libertà di dire ciò che crede, ma se poi il risalto mediatico è quello che vediamo, ogni suo intervento diventa una grave forma di interferenza. Tutte le volte che Ruini parla, l’eco è così forte che spinge le forze politiche a giustificarsi; in realtà, il cittadino Camillo Ruini, quando si esprime su questioni politiche, ha la stessa autorità della cittadina Giulia Simi.  Essere cardinale gli attribuisce autorità su materie di fede cattolica, ma non su quelle che riguardano la vita dello Stato.

Altrettanto grave è che il cardinale abbia parlato di danno per il popolo italiano a proposito dei Pacs, tirando in ballo la Costituzione: è molto singolare perché per interpretare la Costituzione basta ed avanza la Corte Costituzionale.

Come quando durante il referendum il cardinale ha invitato i cittadini italiani a non andare a votare; è vero che i cittadini hanno il pieno diritto di votare o di non votare. Ma non è costituzionale che i parroci espongano in chiesa manifesti in cui si invita a disertare le urne.

Il concetto è che io accetto la disapprovazione della gerarchia vaticana sulla mia visione del mondo, ma non accetto che forze politiche clericali vogliano trasformare questa disapprovazione in legge.  Questo è un concetto liberale.

 Siena, 23 settembre 2005