| Unità, 9 ottobre 2005 |
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Pillola RU486, ora tocca ai medici
L’assessore Rossi: ‘La Regione ha fatto tutti
i passi, ci sono le condizioni perché i sanitari possano usarla anche in
Toscana’.
Ma nessuna casa ha registrato il farmaco.
RU486 è solo questione di tempo. La Asl 5 di Pisa si mobilita e
il direttore sanitario Rocco Damone si impegna su richiesta del primario di
ginecologia dell'ospedale Lotti di Pontedera Massimo Srebot a reperire sul
mercato francese la pillola Ru486
Pillola abortiva, la sua adozione in Toscana è ormai questione di giorni.
L'assessore al diritto alla salute della Regione Toscana Enrico Rossi spiega
all'Unità che la Toscana ha fallo tutti i passi necessari perché ci siano le
condizioni per usarla anche nella nostra Regione. L'Asl 5 di Pisa si mobilita e
il direttore sanitario Rocco Damone si impegna su richiesta del primario di
ginecologia dell'ospedale Lotti di Pontedera Massimo Srebot a reperire sul
mercato francese la pillolaRu486.
‘La difficoltà a questo punto è di tipo commerciale - dice il primario Massimo
Srebot - e se non si ha la certezza di poterla avere a disposizione nell'arco di
una settimana non posso fare una richiesta ad personam come previsto. Solo
quando sapremo attraverso quale canale è possibile l'approvvigionamento potremo
dire alle pazienti che offriamo la possibilità di fare uso della pillola nella
nostra regione.’
Dal parere favorevole sull'aborto farmacologico espresso dalla Commissione regionale di bioetica e dal Consiglio sanitario regionale nel 2003 alla delibera del 30 settembre 2002 sull'erogazione dei farmaci non registrati in Italia è stato fatto tutto quanto perché oggi un medico possa farne uso su specifica richiesta di una donna. La Asl 5 di Pisa si mobilita e il direttore sanitario Rocco Damone si impegna su richiesta del primario di ginecologia dell'ospedale Lotti di Pontedera Massimo Srebot a reperire sul mercato francese la pillola Ru486. ‘La difficoltà a questo punto è di tipo commerciale - dice il primario Massimo Srebot- se non si ha la certezza di poterla avere a disposizione nell'arco di una settimana non posso fare una richiesta ad personam come previsto dalla procedura. Solo quando sapremo attraverso quale canale è possibile l'approvvigionamento potremo offrire alle pazienti la possibilità di fare uso della pillola’. Srebot ne aveva fatto richiesta già un anno fa, ma il tentativo rimase senza risposta. Ora il direttore sanitario della Asl 5 di Pisa Damone fa sapere che c'erano errori formali nella procedura, richiesta doveva essere nominale, specificando le generalità e le motivazioni per ogni singola paziente. Una volta appurata la possibilità di approvvigionamento del farmaco in tempi utili potrà essere di nuovo inoltrata secondo le modalità previste. Il nuovo tentativo del primario di ginecologia dell'ospedale di Pontedera segue una serie di iniziative di varie parti politiche mirate a introdurre la pillola nel sistema sanitario della nostra Regione. Compresa una mozione in Consiglio regionale dello Sdì e dei radicali. «Non rifarò la richiesta finché non cambieranno le condizioni», aveva detto Srebot pochi giorni fa. Evidentemente qualcosa è cambiato.
Sonia Renzini / Firenze