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Dichiarazione di Antonio Bacchi e Matteo Mecacci |
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22 ottobre 2005
Dichiarazione di Bacchi e Mecacci in merito agli interventi dei consiglieri regionali Bartolozzi (FI) e Carraresi (Udc)
Dichiarazione di Antonio Bacchi, membro della direzione di Radicali Italiani e segretario dell’associazione radicale “Andrea Tamburi” di Firenze, e Matteo Mecacci, rappresentante all'Onu del Partito Radicale transnazionale e membro a sua volta della direzione di Radicali Italiani.
Firenze, 22 ottobre 2005. ''Le dichiarazioni dei consiglieri
regionali del centrodestra Bartolozzi e Carraresi, riportate ieri dalle agenzie
di stampa, dimostrano ancora una volta l’approccio ideologico a temi come quello
dell’aborto da parte di quella componente politica.
Bartolozzi e Carraresi credono forse di vivere ancora nell’Italia del
dopoguerra, quella dell’aborto illegale e clandestino, vero e proprio flagello
sociale? Si sveglino. L’aborto in Italia c’è, è legale, e l’introduzione di
metodi meno invasivi per praticare l’interruzione di gravidanza, come la Ru486,
pillola abortiva già in uso da molti anni negli altri paesi dove l’aborto è
legale, è cosa che rientra pienamente nei dettami dell’attuale legislazione.
Chi è in buona fede sa che non siamo di fronte al dibattito “aborto sì, aborto no”. Quello di cui si sta trattando è di vincere le resistenze ideologiche che impediscono di poter offrire anche in Italia come in Francia, Usa, Canada e decine di altri paesi, un’alternativa sicura e sperimentata all’intervento chirurgico che permetterà di eliminare inutili sofferenze e rischi a molte donne.
E’ inoltre falso sostenere che l’introduzione della pillola abortiva modificherà
le procedure previste dalla legge 194 per arrivare all’interruzione di
gravidanza. Abortire non sarà né più facile né più difficile e la Ru486 sarà
prescritta per una parte di quei casi in cui l’aborto si sarebbe fatto comunque.
Chi come Carraresi e Bartolozzi fa demagogia così a buon mercato sulla pelle
altrui, dovrebbe innanzitutto prendere atto che è proprio grazie alla
legalizzazione che il fenomeno degli aborti in questi decenni è stato
circoscritto e ridotto di proporzioni, drammaticità e impatto sociale. Per
migliorare ancora la situazione e diminuire ulteriormente il numero delle
interruzioni volontarie di gravidanza in Italia, la strada non può essere quella
del ritorno al passato. Si migliorino piuttosto gli strumenti di prevenzione a
partire da una corretta educazione sessuale e una maggiore diffusione degli
anticoncezionali, vincendo le resistenze delle gerarchie vaticane.
A Bartolozzi che “accusa” la Giunta regionale di voler
imitare Zapatero noi rispondiamo dicendo che era l’ora! Era l’ora che ci fosse
questo atto di buongoverno. Se la Toscana, grazie anche alla decisiva iniziativa
di radicali e socialisti, farà assieme al Piemonte da apripista per il resto
d’Italia per questa battaglia civile, non potremo che esserne felici e fieri,
assieme ai compagni dello Sdi che con noi stanno animando in Toscana
l’iniziativa sulla Ru486.''