Intervento di Giulia Simi al Congresso Provinciale dello SDI

Siena, 21 gennaio 2006

 

Care compagne e compagni dei Socialisti Democratici Italiani, care amiche e amici della Rosa nel Pugno, grazie dell’invito.

Comincio col dare qualche numero per farvi capire la situazione in cui ci troviamo a livello nazionale sul piano della comunicazione politica.  Se si consulta il sito del Centro di Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva ( www.centrodiascolto.it), che fornisce dati giornalieri su come viene data l’informazione politica dai principali telegiornali nazionali (RAI, Mediaset e la Sette), si ricava che dal 10 settembre al 16 dicembre l’Unione non è praticamente mai riuscita ad imporre i suoi temi all’agenda politica trasmessa da questi telegiornali.

Nella decisione dei temi che entrano a far parte dell’agenda politica l’Unione non è mai protagonista. E’ il Governo e la Casa della Libertà a decidere di fatto su quali argomenti il confronto si deve svolgere, costringendo l’Unione a un ruolo subalterno, di chi si trova costretto a rispondere in qualche modo. L’Unione diventa protagonista solo quando fa vedere i suoi contrasti e le sue divisioni. La situazione è così non da una settimana o due (da quando cioè è scoppiato il caso Unipol), ma da tre mesi, e questo rappresenta di per sé un problema politico perché può rappresentare o può essere percepito come un sintomo di mancanza di iniziativa. Non a caso il problema mi sembra sia stato evidenziato dallo stesso Lanfranco Turci e da altri autorevoli esponenti dei DS nella loro lettera all’ultima direzione del partito.

Occorre anche essere consapevoli dell’offensiva mediatica in corso da parte di Silvio Berlusconi.

Quanto sta accadendo in queste ultime settimane sui teleschermi di  RaiUno desta come minimo preoccupazione. Mi riferisco anzitutto alla trasmissione di RaiUno Porta a Porta nello scorso mese di dicembre. Forza Italia ha avuto da sola ben il 40% circa del tempo totale di intervento. Il secondo partito è quello dei Democratici di Sinistra, ben distanziato da Forza Italia, con il 15,7% del tempo, la Rosa nel Pugno ha totalizzato l’1,6% , con l’unica presenza di Enrico Boselli.

I dati dicono che Forza Italia sta approfittando delle ultime settimane di programmazione di RaiUno, precedenti il periodo di campagna elettorale, per imporre la propria presenza al di fuori di ogni regola. Ma non è finita: Berlusconi sta comprando cartelloni pubblicitari in tutta Italia  (costo medio 400 euro); a Roma i camioncini pubblicitari (quelli che durante il referendum erano appaltati al Comitato Scienza e Vita) sono stati tutti prenotati dal premier, che, non contento, ha noleggiato anche le mongolfiere. Riassumendo, la condizione del cittadino medio italiano durante la campagna elettorale sarà all’incirca questa: la mattina esce di casa e si trova il camioncino con la faccia di Berlusconi parcheggiato davanti al portone; prende la macchina e al semaforo il premier lo guarda dal tabellone pubblicitario; se si prova ad alzare gli occhi al cielo per chiedersi che cosa ha fatto di male nella vita, vedrà una gigantesca mongolfiera con i colori di Forza Italia; senza contare le volte che sarà intrattenuto da Berlusconi dagli schermi televisivi.

A parte le battute, la situazione è veramente grave: è evidente che non si può dare per scontata la vittoria dell’Unione alle elezioni politiche, ma alcuni fatti delle ultime settimane dimostrano che esiste la possibilità di ribaltare questa tendenza.

Infatti ad esempio la campagna sull’amnistia a cavallo di Natale ha rotto il monopolio della Casa delle Libertà nella definizione dell’agenda politica. Come si può verificare ancora una volta dai dati del Centro di Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva elaborati da Marco Beltrandi, nel periodo dal 19 al 25 dicembre, troviamo l’amnistia, una tema posto dalla Rosa nel Pugno, al settimo posto nell’elenco delle notizie più citate. Un altro esempio potrebbe essere la battaglia politica sulla pillola abortiva RU486, che è uno dei punti di Fiuggi.

A parte il peso che la Rosa nel Pugno ha per l’Unione, penso che la nostra forza politica laica, socialista, liberale, radicale conti per la sua capacità di porre con chiarezza temi di iniziativa politica e di portarli avanti con coerenza e decisione.

Se la Rosa nel Pugno avrà nel futuro Parlamento una presenza importante, temi ragionevoli e in qualche modo di buon senso quali la riforma della giustizia, i PACS, il testamento biologico, la libertà di ricerca scientifica, le riforme in campo economico e sociale proposte dal “Libro Bianco” di Marco Biagi, con molta probabilità non verranno insabbiate o annacquate dai veti incrociati dentro e fuori l’Unione.

Voglio chiudere con un’ultima osservazione. Negli ultimi mesi sembra che l’agenda economica italiana sia dettata esclusivamente dagli scandali bancari, veri o presunti tali, un problema sul quale a questo punto spetta alla magistratura fare chiarezza. Ci si dimentica in  questo clima di pre-campagna elettorale della situazione economica reale del paese. E’ di questi giorni la notizia che il “Wall Street Journal” e la Heritage Foundation, nella loro classifica sulla libertà economica dei diversi paesi, hanno declassato l’Italia dalla 26° alla 42° posizione, in compagnia di Trinidad e Tobago. Si conferma l’importanza delle proposte di Fiuggi, rilanciate anche da Francesco Gavazzi sul “Corriere della Sera”: superare gli ordini professionali, abolire il valore legale del titolo di studio, insomma fare  quelle riforme liberali che, in un contesto corporativo come quello italiano, servirebbero soprattutto ai non garantiti, a chi è escluso dalle protezioni di lobby e corporazioni.

Parlare di libertà economica implica anche parlare di legalità  - e con questo chiudo davvero - perché senza regole e senza giustizia non c’è sviluppo: basta pensare agli 81 miliardi di euro (164 mila miliardi di lire) di fondi strutturali che sono stati investiti dall’Unione Europea nel nostro Mezzogiorno dal 1994 al 2005, un fiume di denaro che secondo la Commissione di Bruxelles è stato gestito con un’efficienza bassissima a livello nazionale, regionale e locale.

Laicità, Libertà, Legalità, Giustizia: questa credo debba essere la lotta della Rosa nel Pugno oggi e io spero che con queste premesse andremo in campagna elettorale.

Grazie per la vostra attenzione e auguri di buon lavoro.