| Convezione toscana per la Rosa nel pugno, Montecatini, 5 novembre 2005 |
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Intervento di Giulia Simi
Toscana: un polo di ricerca e d’innovazione?
Vorrei partire dal punto 9 del documento di apertura della Convenzione laica, socialista, liberale e radicale di Fiuggi: Nuove norme sulle politiche della ricerca. Maggiore libertà alla ricerca scientifica sul “modello Blair”. Holding pubblica/privata per la ricerca applicata e sostegno pubblico per la ricerca di base.
Quando si affronta il tema della ricerca bisogna sottolineare che l’iniziativa politica dei radicali e dell’Associazione Luca Coscioni sulla libertà di ricerca scientifica non deve essere vista come circoscritta all’ambito delle libertà individuali e dei diritti civili (ed è importante che questo messaggio passi sui mezzi d’informazione e arrivi all’opinione pubblica), ma significa anche porre la questione di riforme incisive nel campo della scuola, dell’università e non può non toccare anche i temi economici. Ovviamente questo non significa che io intenda sminuire l’importanza della battaglia che è stata fatta e che, come risulta dal punto 5 del documento di Fiuggi (Ricerca scientifica e fecondazione assistita), continuiamo a fare sulla modifica, o meglio abrogazione della Legge 40/2004, ma vorrei ricordare ciò che Blair ha detto di fronte al Parlamento Europeo nel discorso d’inaugurazione della Presidenza britannica: la ricerca scientifica come una grossa opportunità per l’Europa di competere sul mercato globale. Nell’impostazione di Blair ciò implica, tra l’altro, mettere in discussione la Politica Agricola Comune e questa è una riforma economica strutturale.
Per altro verso, esiste il problema di come la ricerca venga finanziata. Sappiamo bene che i pochi contributi pubblici vengono elargiti a pioggia, a volte con metodi poco trasparenti e con nessuna seria verifica dei risultati. Per me l’iniziativa politica sulla libertà di ricerca scientifica significa chiedere ad esempio alla Confindustria e ai sindacati, tanto bravi a parlare di ricerca e di innovazione, di cominciare a cambiare il loro atteggiamento verso la ricerca. Quando si parla di libertà di ricerca, si parla di innovazione: questo significa la volontà da parte degli imprenditori di investire nelle innovazioni e prima ancora nella ricerca, senza stare sempre attaccati al carrozzone pubblico; ma la ricerca e l’innovazione che ne deriva implica anche una riforma dell’organizzazione del lavoro, quindi una maggiore mobilità del lavoro, una richiesta continua di aggiornamento per offrire a chi resta momentaneamente fuori dal mercato l’opportunità di reinserirsi. Tutto questo riguarda la Confindustria e il sindacato: non è forse un caso se da parte loro non hanno mai investito, o non hanno mai investito abbastanza, come ben sappiamo noi radicali, in campagne politiche di libertà.
Vengo ora al tema specifico che mi interessa affrontare, che rientra a pieno titolo nel punto 9 del documento di Fiuggi, perché penso che questa riunione abbia lo scopo di declinare i punti di Fiuggi in iniziative politiche che riguardano la Toscana.
Il 2 dicembre 2004 è stata costituita la Fondazione Toscana Life Sciences, con lo scopo di promuovere la ricerca e lo sviluppo delle biotecnologie. I soci fondatori sono la Regione, Banca e Fondazione Monte dei Paschi di Siena, tutte le istituzioni senesi (Comune, Provincia, Azienda ospedaliera, Camera di Commercio) e tutte le cinque Università toscane (Firenze, Pisa e Siena, Normale Superiore di Pisa, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa).
Tra gli obiettivi della Fondazione, la creazione di un Parco Scientifico, con laboratori, attrezzature e servizi a disposizione dei ricercatori.
La Fondazione Toscana Life Sciences è un ente di diritto privato, senza scopo di lucro, che ha come obiettivo primario quello di favorire iniziative di ricerca e sviluppo nel campo biomedico e biotecnologico, attraverso la collaborazione con centri di eccellenza accademici e operatori industriali del settore, in primo luogo quelli operanti sul territorio toscano. Ambiti prioritari della ricerca: la prevenzione, diagnosi e cura di tutte le patologie (purtroppo spesso dire tutto è come dire niente); la prevenzione e limitazione dei danni derivanti dall’abuso di droghe (e questo è un grosso punto di domanda: boh! Come direbbe la Bonino); lo studio delle malattie determinate anche dall’ambiente; la produzione di nuovi farmaci e vaccini per uso umano e veterinario.
Il Parco Scientifico, che sorgerà a Siena, funzionerà, come è stato dichiarato, da 'bioincubatore’ per nuove iniziative imprenditoriali e come luogo di aggregazione di diverse competenze scientifiche e di sviluppo di business.
Punto 2: considerando che la Toscana Life Sciences è una fondazione privata, ma finanziata da enti pubblici, l’unica possibilità per farla funzionare sul mercato della ricerca è che i politici facciano un passo indietro. In altri termini non solo il comitato scientifico deve essere composto da personalità scientifiche di livello internazionale, ma anche il Consiglio d’Amministrazione dovrebbe essere tenuto al riparo dalle interferenze politiche: questo significa che gli enti che nominano i membri del Consiglio d’amministrazione devono scegliere personaggi di alto profilo scientifico in grado di individuare e promuovere le linee di ricerca più promettenti. Purtroppo l’inizio non è dei migliori: è stato scelto un direttore generale di indubbio valore come Germano Carganico, ma la presidenza della Fondazione è stata affidata al presidente della Provincia di Siena Fabio Ceccherini, che non sembra la persona più adatta, per competenze e professionalità, a dirigere una fondazione scientifica.
Punto 3: esiste un problema di trasparenza. Per il fatto di essere un ente di diritto privato, la Fondazione Toscana Life Sciences non ha alcun obbligo di pubblicizzare i progetti di ricerca che intende finanziare e i criteri con cui i finanziamenti vengono elargiti ( da quanto si è detto prima, il dubbio è che possano essere dati finanziamenti a pioggia per non scontentare nessuno, quindi con un intento “politico”, e da qui l’importanza che il Consiglio d’Amministrazione venga scelto secondo criteri scientifici). Questa mancanza di trasparenza emerge da pochi particolari: la Fondazione è nata nel dicembre 2004, ma i cittadini ne hanno avuto notizia solo nel settembre 2005; non esiste un sito internet sul quale informarsi, consultare lo statuto, capire come si intenda far funzionare questo nuovo polo di ricerca.
Se crediamo veramente che il futuro sia nella ricerca e nell’innovazione, credo che il nuovo soggetto politico laico, socialista, liberale e radicale dovrebbe premere per lo sviluppo nella nostra regione della ricerca in campo biomedico e biotecnologico come mezzo per modificare il quadro produttivo attuale, a partire da una forte iniziativa politica sulla Toscana Life Sciences.