| Comunicato stampa 14/01/06 |
|---|
RU486: a Siena il primo caso di aborto farmacologico
In questi giorni la legge sull’aborto è tornata al centro della politica italiana con prese di posizione molto rigide da parte del ministro della Salute, Francesco Storace. Come trent’anni fa, la discussione ruota tutta sulla sacralità della vita, sul valore della famiglia, ma ci si dimentica che la legge 194 ha comportato una drastica diminuzione degli aborti e che consente alle donne di esercitare un diritto di scelta in momenti particolarmente difficili della loro vita.
La Rosa nel pugno, laici, socialisti, liberali, radicali crede sia importante per i cittadini senesi sapere che, come a suo tempo aveva assicurato il primario del reparto di ginecologia, prof. Petraglia, il protocollo per l’aborto farmacologico è regolarmente applicato presso il policlinico di Siena. Nei giorni scorsi è stata effettuata la prima somministrazione della pillola abortiva RU486, nel totale rispetto della legge 194.
La battaglia per la piena applicazione della legge 194, che prevede il ricorso a tutte le metodologie offerte dal progresso scientifico, è ancora in pieno svolgimento e quello che è successo a Siena rappresenta un momento importante e una bella notizia per tutti coloro che ritengono sia necessario rispettare la libertà di scelta della donna sia nella decisione di abortire sia su come abortire, tenendo conto che l’aborto farmacologico rappresenta un metodo meno invasivo e psicologicamente meno doloroso dell’aborto chirurgico.
In Italia la battaglia per la RU486 è stata condotta seguendo due strade diverse: a Torino si è fatto ricorso alla sperimentazione del farmaco, una sperimentazione che ha portato finora a compiere oltre cento interventi con l’uso della pillola abortiva; in Toscana, su parere della Commissione regionale di bioetica, presieduta dal prof. Mauro Barni, la Giunta regionale e in particolare l’assessore alla Sanità, Enrico Rossi, hanno deciso di dare il via libera all’importazione del farmaco, già utilizzato in quasi tutti i paesi dell’Unione Europea.
Nonostante questa notizia positiva resta ancora molto da fare: la Rosa nel Pugno è impegnata a far sì che l’uso del RU486 sia diffuso su tutto il territorio nazionale e che il protocollo medico sia notevolmente semplificato, evitando, quando è possibile, l’ospedalizzazione, come ad esempio già avviene in Germania. E’ banale che si vuole pragmaticamente ridurre il ricorso all’aborto, l’unica strada da percorrere è una reale campagna di diffusione degli anticoncezionali (compresa la pillola del giorno dopo) e di educazione sessuale a partire dalle scuole medie.
La Rosa nel Pugno – laici, socialisti, liberali, radicali