Lettera di Mario Ascheri (Libera Siena), 12 agosto 2006

Lettera aperta agli amici radicali.
 

La questione dell'uso ed abuso di piazza del Campo che mi ponete va chiarita. A prima vista la risposta sembra ovvia: viviamola, appropriamocene, è spazio vitale di tutti e per tutti! alla faccia di benpensanti, reazionari, vecchi codini, professori
come Settis e l'Ascheri ecc. E' l'apparente buona soluzione, giovanile, "liberale".
In realtà ci sono buoni argomenti contro. Primo di mera opportunità: montare i palchi per i concerti rock importa far affluire autotreni in piazza con tutti i pericoli che ciò comporta anche solo durante il tragitto per raggiungerla; per giorni (tre
prima e tre dopo, anche) trafficano, montano, smontano, rompono anche solo l'ammattonato - costosissimo - quando va bene.
Secondo: ci sono buoni motivi per ritenere dannose le vibrazioni a quel livello di decibel: Settis ha dimostrato (ma hanno dovuto farsele loro le misurazioni: l'Arpat della Regione non ha 800 dipendenti?) che nella piazza della Normale gli
intonaci antichi del palazzo mediceo (450 anni) si sono sbriciolati! E quello della Torre, che di anni ne ha 650 che fine dovrebbe fare? Già il dubbio dovrebbe far pensare.
Terzo: il concerto rock è giustamente momento di libertà, di scatenamento: giusto far affluire migliaia di giovani e abituarli alla piazza come spazio del casino? Abbiamo responsabilità come amministratori e fors'anche come adulti: a saper graduare le cose, a saper distinguere, tra l'altro anche gi spazi; non è tutto uguale, c'è spazio e spazio: è lo stesso motivo per cui noi credenti o meno quando entriamo in chiesa non ci mettiamo le mani in tasca, non urliamo ecc.
Quarto: perché non adibire in modo permanente (con risparmi enormi) la fortezza con palco permanente e copertura mobile per eventuale mal tempo?
La libertà è anche educazione, rispetto, ed è difficile, sempre più difficile capirlo. Quanto sarà difficile insegnarlo?
 

Mario Ascheri