| Comunicato stampa, 10 febbraio 2007 |
|---|
Lapisti: “Aumenti ai servizi pubblici, necessaria una riflessione sulle tariffe”
Ieri, venerdì 9 febbraio, è apparso sulla stampa cittadina un articolo dei Riformisti-Sdi, nel quale viene sollecitato un drastico ripensamento della gestione delle aziende municipalizzate, colpevoli in larga misura dell’aumento delle tariffe per quanto riguarda il ciclo integrato delle acque, dei rifiuti e dei trasporti pubblici. L’articolo merita una riflessione e qualche precisazione. Innanzitutto, la gestione dei servizi deve essere pensata in modo da non ledere gli interessi dei cittadini e, parimenti, di favorire la concorrenza. Per questo è apprezzabile il pacchetto di liberalizzazioni dei servizi proposto dal decreto Bersani-Lanzillotta. E’ necessario, però, comprendere che la vera liberalizzazione è impossibile, senza un processo di profonda industrializzazione delle aziende, processo che permetterà, tra l’altro, la creazione di vantaggi per il I consumatore, che vuole qualità elevata al più basso prezzo possibile. Senza aziende sane e competitive non verranno mai garantiti i risultati che ci siamo prefissati. Ovviamente, tutto si può migliorare. Tuttavia, l’esperienza insegna che, nelle scelte strategiche delle aziende, la qualità del servizio deve costituire la priorità assoluta. Quanto alla tariffe, è da dire che, negli ultimi anni, il loro aumento si è manifestato in proporzione variabile da settore a settore. Il panorama varia dalle tariffe sull’acqua, bloccate dal 2002, a quelle sull’energia elettrica che, negli anni 2005 e 2006, hanno avuto un’impennata pari a tre volte l’andamento dei prezzi al consumo. Il vero problema è che la struttura della maggior parte delle tariffe è anacronistica. Le tariffe hanno lo scopo di remunerare gli investimenti, il capitale ed il lavoro, così come avviene per il prezzo di qualsiasi prodotto. In passato, alla tariffa fu assegnato anche un ruolo sociale, in parte conservato ancora oggi: quello di tener conto della popolazione a basso reddito. La tendenza degli ultimi anni, invece, è quella di considerare la funzione più importante della tariffa il sostentamento dei bilanci degli enti locali, che cercano di non ridimensionare il proprio welfare nonostante i tagli dei trasferimenti. Questo ruolo improprio viene reso più oneroso dal peso delle accise, tramite le quali, trattenendo parte degli importi delle tariffe sul servizio pubblico locale, lo Stato può contare su un’entrata importate per far quadrare i conti del proprio bilancio. Per questi motivi, ritengo che l’analisi dei Riformisti-Sdi sia stata quantomeno semplicistica. Non è, infatti, sufficiente diminuire i componenti dei Cda delle società e le indennità spettanti. E’, infatti, necessario aprire un confronto serio sulla struttura delle tariffe, settore per settore, definendo le componenti che ne devono far parte e porre l’attenzione alle esigenze del consumatore da un lato, ed alla competitività dall’altro. Il confronto deve inoltre tener presente il ruolo delle Autorità di Ambito, che possiedono anche compiti di regolazione tariffaria e che hanno permesso di raggiungere una maggiore efficienza, ad esempio, nel settore idrico e dei rifiuti, con il risultato che, nonostante gli aumenti, gli importi delle tariffe della nostra provincia rimangono ben al di sotto della media regionale.
Fabio Lapisti,
segretario dell’Unione Comunale dei Ds di Siena